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Michela M.Marina

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Thursday, 15 December 2011 21:19

L'intervista: FAUSTO FURGERI

Come ti sei avvicinato al mondo della fotografia?

Ho iniziato usando la reflex di mio padre, anche lui appassionato di fotografia. Sono sempre stato molto affascinato dal potere della fotografia di cogliere in un momento l’essenza, sia che si trattasse di bellezza umana che di un bel paesaggio naturalistico. Così, per gioco, all’inizio con la guida di mio padre, ho iniziato a scattare le prime immagini e a collezionare diapositive. 


Come definiresti il tuo stile?

Direi tecnico, essenziale e mirato. Mi piace molto giocare con le luci e con tutti i mezzi che la tecnologia fotografica oggi offre a noi fotografi per valorizzare il soggetto da riprendere ai fini dell’immagine finale prodotta. 


C'è per caso qualche Maestro della fotografia a cui ti sei ispirato?

Sfoglio libri di fotografia da sempre,nel mio studio ne ho diversi, autori come Fontana, Gardin, Newton ai più moderni Mario Testino, Bisang e tantissimi altri. Non c’è un Maestro in particolare a cui mi sono ispirato; diciamo piuttosto che cerco nella fotografia di tanti di loro gli spunti per lavorare,  valorizzare e ottimizzare le mie idee. 


Ti ricordi il tuo primo lavoro "vero" in cui hai pensato, "Bene, adesso si che sono un Fotografo professionista"?

Il primo ingaggio come fotografo di moda per un magazine fashion locale. Cura, attenzione e dedizione erano (e sono) i cardini che mi ero posto per questo ingaggio, il tutto condito da una buona e sana dose di adrenalina ha reso questo primo ingaggio una esperienza unica. Le tante ore di lavoro dedicate sono state sicuramente giustificate poi dalla soddisfazione nel vedere per la prima volta le mie immagini pubblicate e stampate su carta patinata. E’ qualcosa che non si dimentica e che ricordo tutt’ora con molto piacere. 


Preferisci scattare nel tuo studio, o outodoor?

Direi 50 e 50. In studio è tutto molto raccolto e notoriamente io tendo ad essere un perfezionista dell’organizzazione, quindi diciamo che apparentemente è tutto molto più semplice perché allo shooting l’intero staff è completamente preparato e tutto è solitamente in ordine.  Scattare in outdoor è diverso, è sempre un po’ una avventura, ma del resto è questo il fascino ed è sempre piacevole. Quando si lavora in outdoor solitamente non c’è nulla di comodo, anzi, alle volte si scatta in location naturalistiche piuttosto selvagge, ci si scontra con i problemi più strani ma tutto ciò del resto serve a rendere unico ogni singolo set e fare memoria di storie da raccontare alle cene di staff. 

 

Su che basi scegli una location per i tuoi scatti?

Quasi sempre in base all’esigenza dello scatto. Spesso ho posticipato o anticipato un set pur di riuscire ad andare nelle location a cui avevo pensato, alle volte inagibili a causa delle intemperie del meteo o della stagione non proprio favorevole. Ritengo che la location sia un elemento fondamentale per la buona riuscita di uno scatto, quindi pongo molta attenzione a questo elemento.


Bianco e nero o colore?

Durissima battaglia. Nel mio ufficio ho appese alle pareti oltre 60 foto e più della metà sono in bianco e nero. Il bianco e nero mi ha sempre affascinato e mi ha preso tantissime ore della mia passione per la fotografia. Tutt’ora amo scattare con la mia Hasselblad a pellicola, non rinuncerei mai al piacere di una bella immagine in bianco e nero, essenza di emozioni; valorizzate ancora più dai bellissimi gesti dati dalla manualità della camera oscura di cui ancora sono un fedelissimo. Il colore è comunicare in modo diverso, si hanno più elementi da gestire e da sfruttare. Nella fotografia di moda, e non solo, il colore da sempre ha una importanza suprema, del resto l’occhio dell’uomo vede a colori. 


Qual'è secondo te, il compromesso tra esigenze di mercato e creatività?

Il mercato si evolve di continuo e con esso le esigenze della società. Seguire la società e le sue evoluzioni, significa seguire il mercato. La creatività è secondo me  l’interpretazione della giunzione tra il tempo della società e l’esigenza di mercato, di fatto senza compressi. Gli spunti dati dalla società sono così tanti che non implicano a mio avviso un compromesso tra creatività e mercato. 


Molti professionisti credono che ci siano troppi "fotografi improvvisati" , forse anche "grazie" al digitale... Tu cosa ne pensi?

Credo che il digitale abbia dato man forte al grande pubblico ad appropriarsi di un mezzo di comunicazione fantastico come la macchina fotografica. Da sempre sostengo, conoscendo entrambe le tecniche, che ci sia stato solo una transizione di competenze a pari difficoltà tra analogico e digitale. Entrambe i mondi sono semplici o complessi a secondo di chi ha più esperienza con uno o con l’altro. In tutti i casi, sono in tanti a definirsi fotografi, ma chi sono io per dire loro il contrario? Le immagini parleranno e faranno verità da sole. 

Che macchina fotografica usi? Zoom?

Ho un discreto corredo Canon, formato da 5DMII, con anche un secondo corpo macchina di scorta , diverse ottiche fisse ma anche i più comodi zoom. Sono un affezionato del 50mm fisso che non manca in nessuno dei miei corredi e tra le ottiche che più con piacere utilizzo ci sono un 24-105 e il 70-200 sempre canon L. Uso Hasselblad per il medio formato a pellicola e Olympus per il 35mm sempre pellicola. Ho anche un paio di compatte Nikon che porto con me nei miei viaggi in moto.  Come si può vedere non mi ritengo un fedelissimo alla marca, ritengo semplicemente di essermi trovato ed abituato meglio con qualche marca in particolare, semplicemente questo. 


Che caratteristiche deve avere una modella per far presupporre un buono shooting?

Dopo tanti shooting ritengo che una modella debba essere affascinante, non necessariamente bella o fisicamente impeccabile, anche se molto spesso questi elementi sono piacevolmente fusi nella stessa figura. Mi piace coinvolgere nei miei progetti le modelle in modo diretto, parlando e confrontandomi con loro per idee e pareri; quindi mi piacciono le persone creative, dinamiche ma soprattutto sincere, dirette e professionali. Per me è fondamentale creare in poco tempo un rapporto di sincera stima e complicità con la modella, è fondamentale essere un tutt’uno per la buona riuscita dello scatto. Ho avuto la fortuna di incontrare davvero tante ragazze fantastiche in questi anni, e colgo occasione per ringraziarle tutte di cuore, bellissime e bravissime modelle, grandi professioniste e soprattutto persone fantastiche. 


C'è una top model in particolare,con cui ti piacerebbe lavorare?Una solamente?

Diciamo che se dovessi scegliere tra Naomi Campbell e Kate Moss sarebbe un bel problema. Sono assolutamente attratto dal fascino elegante e misterioso della Campbell, ma anche dalle incredibili e seducenti movenze che può riuscire a regale Kate Moss.  


Cosa ci racconti dei tuoi progetti futuri in ambito fotografico?

C’è un progetto appena partito, ma che già suscita grande interesse, chiamato “Fashion Women & Food” di cui ho inaugurato la mostra proprio pochi giorni fa. Insieme ad alcuni prestigiosi maestri di cucina chef italiani abbiamo unito le nuove tendenze della moda alle tentazioni del palato  condividendo la costante ricerca di stile e innovazione. Ho seriamente intenzione di dare continuità a questo progetto nei prossimi mesi, magari con una nuova collezione di immagini. Per il 2012 ci sono tanti altri nuovi progetti, ma lascerò alle mie immagini il piacere di svelarsi giorno dopo giorno.  


Nel salutarci e augurandoti ormai Buone Feste dato che tra poco sarà Natale, Ci lasci gentilmente un link dove sia possibile vedere i tuoi lavori e contattarti?

Grazie a voi, è stato davvero un onore e un piacere per me fare questa piacevole chiacchierata, colgo anche io occasione per augurare Buone Feste a tutti voi di Bigshot360, ai colleghi fotografi , modelle/i, infine ma non ultimo, al mio affezionatissimo staff che mi segue sempre con passione e professionalità, grazie di cuore a tutti.


Potete trovare i miei contatti e i miei lavoro su www.faustofurgeri.com

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Wednesday, 07 December 2011 18:48

L'intervista: WERONIKKA DUSZYNSKI

Ciao Weronikka... Grazie per aver accettato la nostra intervista, che bello , finalmente una giovane fotografa Donna! Tu non sei italiana deduco dal nome, Vuoi raccontarci brevemente qualcosa di te?

Ciao!Grazie a voi per la proposta!Sono una vera e propria amante del bello sotto tutti i punti di vista,una esteta per eccellenza,adoro la bellezza delle cose,adoro la bellezza della bellezza, il problema è che oggi essa viene intesa in modo totalmente sbagliato e molti troveranno questa mia preferenza banale e scontata.Essere amanti della bellezza non vuol dire infatti soffermarsi alle apparenze (io trovo bello anche un pensiero,un sentimento...e un sentimento come un pensiero possono essere anche brutti o cattivi...a nessuno piace essere lasciati ad esempio dalla persona che si ama...ma l'abbandono così come l'amore provocano stati d'animo che a me hanno portato a creare le cose migliori, cose che oggi riguardandole considero belle). Questo è ciò che cerco di trasferire nelle mie fotografie e non solo (adoro anche scrivere,ma è una cosa molto più intima rispetto la fotografia che quindi non amo mostrare). Il mio vero nome invece è Veronica,ma vicino un cognome come il mio (Duszynski) non era un pò troppo semplice? Il cognome è polacco mio padre è di Varsavia...e si,in un paese come il mio avere un cognome del genere è sempre stato un modo per distinguermi dagli altri,,altri che mi facevano sentire diversa perchè amavo cose (come la fotografia) che venivano considerate "strane". Weronikka è lo pseudonimo con il quale firmo le mie foto,il mio alterego fotografico,mi piace molto il suono che fà quando viene pronunciato... Quindi in pratica sono 100% italiana, ma fiera di portarmi dietro le mie origini est europee...


Che rapporto hai con la fotografia?

Ho una molto forte relazione di amore/odio verso la fotografia Non faccio altro che pretendere il meglio da me stessa attraverso la fotografia Il che mi porta ad essere perennemente insoddisfatta alla ricerca di quella immagine che ho nella testa ma che io stessa non riesco ancora a decifrare forse perchè effettivamente cio che vedo non trova riscontro con ciò che vorrei vedere e così aspetto quei pochi momenti in cui l ispirazione si impossesa del mondo che vedo io e me lo fa vedere attraverso i suoi occhi.


E forse il tuo stile si riflette in questo tuo modo di vedere la realtà. Come lo definiresti il tuo stile? 

Non credo di avere una stile fotografico preciso,anche perchè amo la fotografia sotto tutti  i punti di vista,anche se la fotografia di moda è quella che preferisco e che mi diverto di più a fare, ciò non toglie che fotografi dalla natura ai matrimoni ,ai concerti.Forse qualcosa che mi contraddistingue e che in qualche modo potrebbe essere considerato come "mio stile" è la luce che dò nelle foto,sempre naturale (non amo i flash) e i colori sempre accesi,vivaci.

 
Com'è stato riuscire a "farsi spazio" in un settore(la fotografia) che è ancora per lo più a maggioranza maschile? 

Riuscire a farmi sapzio in questo senso non è ancora per niente facile,e non perchè è pieno di fotografi eccellenti,bensì il contrario.Purtroppo al contrario di un cantante ad esempio...che se inizia a cantare e a stonare tutti ci rendiamo conto che non è un bravo cantante...in campo fotografico invece è difficile che riescano a vedere la differenza tra un fotografo bravo ed uno mediocre.Fare il fotografo (e quindi possedere una semiprofessionale) è una moda,così come lo è stato avere il motorino o un paio di Converse,non sarà certo la macchina fotografica a renderti "artista" e neanche fotografare una foglia che cade o una tazza calda di thè sul tavolo,oppure il "book fotografico" scattato allamicao sul motorino con indosso le converse... Poi con questa mentalità si cresce senza sentire il bosogno nè di migliorare nè di spaziare,perchè a parer di popolo quella fotografia piace...e così mi sono ritrovata schiere di "fotografi" pronti a criticare i miei lavori e non sò se questo dipenda dal fatto che io sia una donna o se si tratti di mancanza di umiltà generale.Forse è un modo diverso e più triste di vedere la fotografia,quell'altra moda di scattare foto tecnicamente non buone e nascondere quelle lacune dietro la scusa "dell'effetto voluto",e quel vizio di umiliare e sottomettere gli altri colleghi fotografi piuttosto che innalzare se stessi per stare tutti allo stesso livello.E' questa la mentalità di oggi,mentalità da socialnetwork...nel quale il fotografo migliore è quello con più mi piace degli altri...è svendere forme d'arte e toglierci la parte più importante che contiene:l'arte.Le foto infatti non vengono giudicate da persone allenate,ma da persone che nella foto non hanno alcun interesse che però magari trovano sexy la modella che vi compare.Comunque il coraggio delle azioni non mi è mai mancato,ogni critica ricevuta è stato uno stimolo in più per guardare oltre...e rispondere a queste domande oggi dimostra che qualche passo avanti oltre le critiche l'ho fatto nonostante tutto.Il fotografo maschio infatti è convinto che la fotografa donna non conosca la tecnica fotografica,o se la conosce la conosce sicuramente meno di lui! Io sono del parere che per scattare una buona e bella foto bisogna necessariamente conoscere e possedere una buona tecnica e soprattutto che nonostante la poca luce non è sempre necessario utilizzare il flash!


La fotografia "femminile" in cosa si differenzia secondo te da quella "maschile"? Credi di avere dei "vantaggi" ,magari in termini di sensibilità, in quanto donna?

La sensibilità (soprattutto quella artistica) è innata nell'uomo a prescindere dal proprio sesso,poi  c è chi la usa e chi non se ne fà niente.La fotografia maschile è forse più rigida di quella femminile,magari fatta più di bianchi e neri che di colori caldi e accesi ma ciò non toglie che siano fotografie piene di sensibilità allo stesso modo! Per quanto riguarda la fotografia di moda invece...credo di avere dei vantaggi essendo donna,uno perchè non tendiamo MAI a rappresentare le altre donne come oggetti ma più come figure eteree,se anche dovessimo ritrarle in modo sexy non sarebbe mai un sexy volgare,a volte infatti è la mentalità maschile che fà diventare volgare qualunque donna anche la più casta... In più con una fotografa donna una modella non può che sentirsi più a suo agio e quindi lasciarsi andare e tirar fuori sguardi che magari con un uomo tratterrebbe!


Quanto conta secondo te l'intervento creativo di uno stylist nella realizzazione di un servizio fotografico?

E' essenzialmente la differenza che c è tra un semplice book fotografico,o un concept,un nudo e uno scatto di moda!Purtroppo qui è difficile trovare qualcuno che faccia questo (bellissimo) lavoro,così curo personalmente tutti gli outfit che indossano le modelle (anche se non è la stessa cosa).Per farlo mi ispiro a molti siti internet di moda per essere aggiornata sulle ultime tendenze,il mio preferito è lookbook.nu se hai bisogno di una ispirazione si può trovare facilmente li!

 
Che macchina/e fotografica/e usi? E Zoom?

Attualmente uso una Canon eos 7d,mentre spero di poter acquistare presto una 5d MarkII! Come obiettivi il mio preferito è sicuramente il 50mm 1.8,quello che uso maggiormente per le mie foto,inoltre posseggo un 18-200mm f 3,5,il classico 18- 55mm (dignitoso anche lui) un 70-200mm f 4,un 35-70mm e diversi filtri (anche improvvisati!)In più ho diversi anelli per il macro...per fotografare fiori e soprattutto insetti!

 
Vedo con piacere che anche tu, come me , sei una amante degli amimali:Cosa ne pensi riguardo allo sfruttamento di questi ultimi nell'ambito della moda?

 Al di là di pellicce ecc, anche l'uso stesso della loro immagine a promozione di un marchio/prodotto.Sono amante di ogni animale presente sulla faccia della terra,se i dinosauri non si fossero estinti amerei anche quelli e finirei per adottarne uno!Ispirarsi alla natura non è sbagliato come concetto,piegarla secondo le proprie esigenze si.Insomma niente in contrario ad un bel pellicciotto leopardato,purchè la pelliccia sia sintetica!Oggi possedere un animale di lusso è effettivamente diventata una moda,uno status symbol..e ok adottare un cagnolino perchè "è di moda",l'importante è non far mai passare la moda di amarlo e rispettarlo. Lo stesso discorso vale per ogni altro animale,non trovo sbagliata l'idea di fotografare un animale per promuovere qualcosa (sperando che non si tratti di pellicce),ma sempre nel rispetto della creatura stessa.Addobbare un cane come fosse un bambino di 5 anni è come prendere un uomo di mezza età e farlo uscire vestito da cane...non credo che si sentirebbe molto a suo agio.Insomma gli animali devono essere trattati e rispettati in quanto tali,senza mettere sotto sopra la loro natura.(L'ultima parte suggeritami da Claus il mio cagnolone che mi fà compagnia mentre vi rispondo).


Come ti trovi in Italia? concilia la tua "ispirazione fotografica" o no?

Sicuramente il posto dove vivo (Atina FR) non aiuta...il classico paesino di montagna,pochi giovani,pochi stimoli.Ma l'Italia paesaggistica non è affatto male perchè con pochi kilometri di distanza puoi trovare il mare,la pianura,la collina,la montagna e quindi si possono alternare diverse location facilmente...poi se dobbiamo parlare di mentalità "artistica" allora il discorso cambia un pò...Mi piacerebbe che venisse dato maggiore spazio ai giovani,io stessa mi sono trovata di fronte la situazione in cui un fotografo quarantenne viene giudicato a prescindere migliore di me solo perchè ha 20 anni in più di me! Cosa che in qualunque altra parte del mondo non accade anzi...tutt'altro!Ancora però non posso dire con certezza se l'Italia coincilia con la mia ispirazione fotografica o  no, la prossima tappa che mi aspetta è Milano ed essendo la città della moda per eccellenza sono sicura che l'ispirazione non mancherà! Ho già diversi set da organizzare e che non vedo l'ora di realizzare!

Una location nel Mondo in cui ti piacerebbe scattare?Ho visto per caso delle foto di un parco giochi abbandonato a Wichita nel Kansas...ne sono rimasta affascinata! Le location abbandonate sono le mie preferite...un parco giochi poi...non te lo spetti di vederlo in quelle condizioni: silenzioso...buio...triste,non sò io lo trovo veramente affascinanate!


Trovi più interessante fotografare un corpo femminile o maschile? E perchè?

Ovviamente trovo di gran lunga più interessante fotografare un corpo femminile, la sinuosità è donna per eccellenza,una prerogativa che difficilmente si può trovare in un corpo nudo di uomo,più statico.

 
Tuoi progetti futuri o sogni da realizzare?

Sogno valanghe di copertine di Vogue con le mie foto sopra!Ma scherzi a parte...per il momento sto sviluppando il mio portfolio, dopo di che prenderò la mia valigia e visiterò una ad una tutte le agenzie di moda in Italia e all'estero...insomma il mio sogno è quelli di entrare a far parte dell'elite fotografica di moda che tanto mi affascina!Poi sogno che qualche bel principe mi riporti la scarpetta di cristallo che ho perso per strada qualche giorno fà e che mi faccia passare con un bacio il grande sonno che mi è mi è venuto dopo aver mangiato l'altro giorno una mela che presumo fosse avvelenata...sperando che il bacio non lo trasformi in un rospo...in modo da sposarlo e vivere per sempre felici e contenti!


Grazie per la cortesia, è stato un piacere intervistarti.Nel salutarci, ci lasceresti gentilmente un indirizzo(o anche più di uno) dove sia possibile visionare i tuoi lavori ed eventualmente contattarti?

Di nuovo ripeto è stato un piacere essere intervistati da voi!Spero di non avervi annoiato troppo!

In attesa che sia pronto il mio sito internet posto le foto sul blog a questo indirizzo

http://weronikkaduszynskiphotography.blogspot.com/

In più ho un profilo flickr

http://www.flickr.com/photos/weronikkaphotography/

una pagina facebook personale (weronikka duszynski) e un profilo pubblico

https://www.facebook.com/pages/weronikka-duszynski-photography/128741950484019

per i contatti :E-mail : This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it

Tel: 3807773537

Siate numerosi,non disturbate affatto!!!

 

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Saturday, 03 December 2011 01:52

L'intervista: WILSON GOMES

Ciao Wilson,
Grazie per aver accettato la nostra intervista e benvenuto su bigshot360.... Sei molto giovane e già ritenuto talentuoso, ci dici cosa ti ha spinto a intraprendere una carriera in ambito fotografico?
Grazie a voi dell'accoglienza invece.Certo,mi ha spinto sicuramente la possibilità di aver a che fare con il mondo della bellezza in generale e quindi allo stesso tempo più vicino al mondo femminile e della moda,carriera per adesso,chi sà,...è presto dirselo! 

Ho letto che sei anche anche fondatore dell'equipe di recruiting WhyMOD.... In cosa consiste?
E' un idea presa con più persone,principalmente quella di poter riunire una fascia sociale e quindi di interessi comuni quale la fotografia e la posa,il solito connubio perfetto, fotografo e fotomodella per studiarsi e crescere insieme!

Oltre che Fotografo, sei anche Make Up Artist e Stylist... Sono scelte nate sempre per passione o più per necessità?
Beh credo ,entrambe,è iniziato per gioco ma sempre pensando che fosse possibile solo attraverso queste figure professionali, migliorare di passo la scelta e il gusto della fotografia che realizzo.Poi ovvio, la passione non manca mai ,la necessità di migliorare anche....

Dovessi definirti in tre aggettivi, quali sarebbero?
Disordinatissimo,testardo e paziente

Quali sono stati i principali modelli ispirativi che ti hanno maggiormente influenzato?
Come fotografi tantissimi,come soggetti direi tutti coloro con la quale abbiamo scattato sicuramente, sempre comunque corpi, visi, linee e simmetrie sono i pilastri tutt'oggi del mio "divertimento",modelli ispirativi beh come tutti,ambisco ai soliti noti e quotati!

Ci daresti un giudizio sull’uso che fanno i fotografi di Photoshop…. Non ritieni esagerato che alcuni professionisti abusino di questo programma per rendere una foto "perfetta" e con caratteristiche non reali, quando si potrebbe soltanto cercare di modificare leggermente l’immagine?
Beh oggi tutto è sicuramente diventato più soggettivo,l'utilizzo di photoshop sicuramente non è obbligatorio,ma ovvio che per esigenza può e deve essere usato in diversi casi e modi,spesso è proprio la richiesta del soggetto ritratto ad uscire magari un pò fuori dalla realtà,ma ovviamente senza stravolgere la fisionomia.in fotografia credo che non ci siano mezze misure insomma,ognuno va per come crede giusto il modo di vedere le cose o di stravolgerle allo stesso tempo,certo che la strada verso la perfezione,lla pulizia e relativo contenuto della foto sono l'ambizione di chi cerca sempre qualcosa di meglio,a volte sfiorando quasi anche la realtà...

Quali sono i tuoi "attrezzi del mestiere"?
Una macchina fotografica luce solare e due flash!E via...

Utilizzi una sola macchina fotografica a servizio o vari?
Ne basta una...si comunque una sola!

Sei anche Talent Scout ed hai lavorato nello Showbusiness, cosa apprezzi di questo ambiente e cosa invece, no?
Bello,tutto fantastico,forse ancora non chiaro il mercato che si cela dietro questo ramo,troppa leggerezza e commenti gratuititi con sempre meno meritocrazia a riguardo,tanti bei nuovi volti ma con una crescente ignoranza nelle possibilità che la fotografia può rendere ai settori stessi che vi appartengono!

Hai un ricordo ,scatto o lavoro a cui sei particolarmente legato o di cui vai molto ogoglioso e che vorresti gentilmente condividere con noi?
Tutti secondo me,nessuno escluso.Sn tutti ricordi gli unici da quando ho intrapreso l'hobby per la fotografia...quindi,i miei ricordi + belli sono sempre le fotografie che scatto tutt'ora.

Come vedi il tuo futuro(professionale e non) tra una decina di anni? hai qualche sogno che vorresti realizzare?
Domanda di riserva?
Chi lo sà,non dipende da noi...si seguono i propri interessi fin quando si può,si vuole, fin quando c'è la voglia e la creatività che spingono,in futuro potrei tornare a fare il cuoco ,non sò...come sogni,per me rimangono tali,se dovessero realizzarsi un giorno mi convertirò a qualche movimento spirituale!

Ci puoi anticipare qualche tuo prossimo progetto fotografico "in cantiere"?
Bhe cè ne sono diversi a dire la vrità,adesso con un pò più di calma e tranquillità sicuramente ci studierò un pò su e magari nel periodo natalizio mi dedicherò maggiormente a realizzare qualcosa!
Ti ringrazio ancora per la disponibilità e cortesia, nel salutarci ci lasceresti un link dove sia possibile visionare i tuoi lavori ed eventualmente contattarti?

Grazie a voi!

 

http://www.facebook.com/wilsongomesphotographer

Monday, 07 November 2011 10:11

ANDREA PIZZAL

Ciao Andrea! benvenuto su bigshot360, grazie per aver accettato la nostra intervista.
Leggo a tuo riguardo che sei stato definito un "affabulatore della fotografia glamour"...come definiresti il tuo stile?

Ciao, grazie a voi ed un saluto ai lettori. “Affabulatore”, questo aggettivo lo usò il buon Andrea (Feliziani) per una mia recensione. Debbo dire che la cosa mi riempì di gioia: il fatto che venisse colto che una foto non è solo un’immagine, un frammento, ma è “una storia” un “contenuto” da veicolare mediante l’opera fotografica, ritengo sia il punto di vista giusto per intendere la Fotografia stessa. Il mio stile? Credo estremamente pulito, per certi versi minimalista: cerco di togliere dal fotogramma tutto ciò che non serve, che ritengo superfluo. C’è un messaggio, un punto d’interesse e tutta la costruzione dello scatto mi piace farla ruotare attorno a questo; c’è una “centralità” ed un “movimento” che coesistono.

 

Ed in merito a ciò... come ti relazioni all'immagine femminile?

Il mio rapporto con l’immagine femminile, o più propriamente con l’immagine della Donna è certamente un rapporto di assoluta ammirazione ed estasiata percezione della bellezza. Creature dalle mille sfaccettature, estremamente complesse, capaci di sprigionare un marasma di sensazioni anche completamente contrastanti tra loro. E’ un’alchemia che rasenta l’effimero, in equilibrio tra il magico e l’incomprensibile che le rende quegli esseri affascinanti che sono. La cosa che lascia assolutamente sconcertati e “rapiti” e che “loro” lo fanno senza sforzo alcuno… e non c’è bisogno di spiegarlo; la bellezza della Donna “esiste di per sé”. Mi permetto di “rubare” un piccolo aforisma di Wilde che in poche parole, minuscole perle, incastona, in maniera deliziosamente provocatoria, un pensiero tanto sconvolgente quanto veritiero: “Ah! La forza delle donne deriva da qualcosa che la psicologia non può spiegare. Gli uomini possono essere analizzati, le donne... solo adorate”. Per me la Fotografia è Donna, è forma, sostanza, armonia e geometria, è un effluvio di profumi, una tempesta di sensazioni. Travolto da questo fiume emozionale cerco di mettere “su sensore” la duplicità creata da Bellezza e Messaggio.

 

Guardando le tue foto di nudo, vengono alla mente delle sculture marmoree con molta cura al dettaglio.
Possiamo dire che la tua ricerca fotografica sia anche "anatomica"?

Si, certamente c’è un attento studio dei corpi. Sono molto meticoloso nella preparazione degli scatti. Quando lavoro non mi piace improvvisare, le foto le ho già “in testa” in modo chiaro, cristallino. Può capitare che durante un servizio ci venga un’idea alla quale non avevamo pensato e la realizziamo lì, su due piedi; però, è un’eccezione, normalmente è tutto pronto, chiaro e preparato. Ritengo che il Nudo sia uno dei generi più complessi da gestire e sicuramente uno tra quelli che nascondono maggiori “insidie”: è molto labile e sottile il confine tra una bella foto di Nudo e una foto “brutta”, volgare. Ci si muove su un terreno infido, scivoloso… La costruzione di un Nudo, a parer mio, richiede un duplice approccio: amore del Bello e della Bellezza e una tecnica che consenta di “piegare” la luce finalizzandola al nostro scopo. Il Corpo è Bellezza di per sé, è Armonia, è gioia vitale… è un’opera d’Arte. Io, pur ponendomi in maniera totalmente “naturale” nei confronti della corporeità e della nudità cerco, nei miei nudi, sempre una “pulizia estrema”, il non-urlato, il sussurrato. La bellezza femminile, ritengo vada “svelata”, non esibita. I corpi cerco di renderli eterei, classici, sostenuti solo da una sottilissima “sensualità” appena percepita. Anche se tutto questo cerco di realizzarlo nella piena autonomia e dignità della nudità stessa, senza divenire schiavo di quel falso “perbenismo” in cui spesso è facile cadere. Sono, in effetti, due comportamenti antitetici, ma è proprio per questo che prima parlavo di “equilibrio”.

 

In che rapporto sono secondo te moda,bellezza e fotografia?

Beh, sicuramente sono elementi legati tra loro “a doppio filo”. Ti rispondo variando l’ordine in cui li hai messi. La Bellezza è certamente sia il motore ispiratore ed il fine al quale si punta; la Fotografia è uno dei mezzi nobili per raggiungere tale fine. La moda è la “spettacolarizzazione” di entrambe le cose, unite dalla creatività e dalla capacità (spesso, però, viene ridotta a mero esercizio commerciale).

 

Leggo che sei laureato in "Materie Letterarie".Come è nata la tua passione per la fotografia?

Non c’è un momento preciso in cui è nata: c’è sempre stata. Sono sempre stato un’amante dell’Arte in generale e della Fotografia in particolare. Per anni ho seguito ed alimentato questa mia passione come spettatore… Ad un certo punto, quasi per gioco, ho deciso di provare… E’ stata una “folgorazione”, lo trovo,  sempre divertente e stimolante. Nel momento in cui non mi divertirò più e la passione per quello che faccio si esaurirà, sarà il momento in cui non scatterò più.

 

Un' "immagine che parla" da cosa differisce da uno scatto solamente "bello"?

Qua il discorso sarebbe sicuramente lungo e molto articolato e non siamo nella sede adeguata per disquisire di questa, a parer mio, profonda differenza. Posso dirti che, personalmente, ritengo che l’approccio alla Fotografia vada fatto seguendo due aspetti diversi e complementari: da una parte la Fotografia deve essere percepita e assaporata “di pancia”; così senza domande e senza risposte… solo a “sensazioni”. Quando la Bellezza che emerge da uno scatto ci colpisce (e quando lo fa sul serio fa veramente male) significa che la foto “funziona”, è già “emozione”. Dall’altra c’è, in maniera complementare, la visione più attenta, analitica. Uno scatto dovrebbe anche raccontare, narrare, sussurrare; una storia, un messaggio, un’emozione. Ritengo che il modo più completo per vivere la fotografia sia sempre quello di esserne rapiti e combattuti nelle due dimensioni della “passione” e della “ragione”, “Bellezza” e “Messaggio”.

 

"Solo il brutto è volgare" (tua citazione).... cosa commenti a riguardo?

E’ una frase, certamente provocatoria che però, a parer mio, definisce, seppur ermeticamente, un concetto che ritengo molto importante. Non esistono foto “volgari” esistono foto “brutte”; o meglio, possiamo definirle volgari proprio perché brutte… Un corpo nudo non è di per sé volgare, è solo un corpo! Può diventare volgare a seconda del contesto in cui lo mettiamo, a seconda della finalità cui lo facciamo soggiacere, se è un mero “mostrare”, senza scopo o finalità alcuna possiamo definirlo volgare: è il messaggio che gli diamo che ne plasma il contenuto.

 

Per creare certe tue immagini, penso -da neofita- ci sia stato un attento uso delle luci e delle ombre conseguenti.
Cosa mi racconti dei tuoi "strumenti del mestiere"?!

Assolutamente si, la luce prima di tutto. E’ la luce che crea, disegna e modella. Mi piace molto lavorare in studio proprio perché si ha il controllo completo della scena luminosa. Come “ferri del mestiere” non uso nulla di esoterico, anzi. Ho sempre utilizzato materiale Canon, ma sinceramente non credo sia la marca della fotocamera che si utilizza a far fare delle belle o delle brutte foto. Macchina e attrezzatura sono solo strumenti. Certamente per alcune tipologie di foto o quando si vogliono creare delle cose particolari, queste sono possibili solo utilizzando dell’attrezzatura adatta. Attualmente fotografo molto con obbiettivi fissi. Dopo la fase di scatto c’è quella fondamentale della post-produzione e ,in questo, cerco di essere il più “pignolo” possibile. Cerco di lavorare con cura fin nei minimi dettagli, quando ho “finito” una foto non la prenderò più “in mano” per modificarla nuovamente.

 

Cosa ne pensi in merito alla "spettacolarizzazione" di alcune immagini (talvolta anche macabre come - esempio recente-  gli scatti di Gheddafi morto) da parte dei Media?

Credo sia da distinguere a monte il concetto di “diritto di cronaca” da quello di “manipolazione mediatica”. Assolutamente indispensabile e portatrice di liberalità la prima; quanto becera e deprecabile la seconda. La spettacolarizzazione selvaggia ad uso dei media è di fatto un appetibile pasto per la nostra società. Da questo fatto dovremmo farci un paio di domande su chi siamo veramente e, soprattutto, quali sono le cose che riteniamo importanti… Se questi sono i nostri “appetiti”…

 

Quali sono le tue maggiori " fonti di ispirazione"?

La Bellezza senza alcun dubbio. L’emozionalità della Bellezza femminile.

 

Quando non lavori alle foto... cosa ti piace più fare?

Passare il tempo con mia figlia, la mia famiglia e cucinare… Un’altra grandissima passione.

 

Leggo una tua frase che mi ha "toccato"...:" coi nostri scatti creiamo briciole d'eternità",
Che sensazione provi a rivedere tuoi vecchi scatti?

Briciole d’eternità perché mi piace pensare, con una visione forse un po’ “romantica” o “sognatrice”, che l’unico modo che abbiamo per sconfiggere il tempo e legare i ricordi e le emozioni al presente e al futuro è quello di relegarli alla fotografia. Sono sempre molto critico verso me stesso quando si tratta delle mie fotografie. Alcune le rifarei in maniera diversa. Ad altre invece, per una questione emozionale, sono ancora molto legato e le ricordo con piacere.

 

Dovessi farti scattare una foto da un tuo collega,un "Grande della fotografia"...su chi ricadrebbe la scelta?

Qua la scelta sarebbe vastissima, difficile creare una rosa ristretta di “grandi”… Sono tanti. Seguo molto gli artisti russi e in generale i fotografi dell’Est Europa. Trovo in loro un connubio dirompente tra genialità creativa e tecnica impressionante. Così, su due piedi, tra i fotografi contemporanei ti direi Aleksey Kozlov (ovviamente assieme a Marina Khlebnikova)… Li trovo semplicemente geniali.

 

Grazie a tutti voi per questa bella chiacchierata.


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Monday, 24 October 2011 17:51

ADOLFO VALENTE

Ciao Adolfo,
Mentre preparavo la Tua intervista curiosando anche sul tuo sito , Sono rimasta affascinata da uno stralcio tratto dal famoso Saggio " La Chambre Claire" di Roland Barthes , riportato nella tua presentazione personale;
Che cita così:"La photographie doit être silencieuse (il y a des photos tonitruantes, je ne les aime pas): ce n'est pas une question de « discrétion », mais de musique."[trad. La fotografia deve essere silenziosa(ci sono foto "tonanti",che non mi piacciono):Non è una questione di discrezione, ma di musica.]

 


Quale relazione credi intercorra tra musica e fotografia? 

Questa frase di Roland Barthes mi ha sempre colpito e mi è piaciuto citarla perché racchiude molto di ciò che io amo in fotografia. Inoltre ascolto moltissima musica. Trovo, in effetti, per quanto a prima vista possa apparire un po’ strano, che musica e fotografia siano molto vicine. La musica è “armonia” e quando la ascoltiamo ci lasciamo coinvolgere dalle sensazioni piacevoli che le note ci procurano: quindi introitiamo sensazioni positive e ne godiamo.
La stessa cosa, se ho ben interpretato il pensiero di Barthes, avviene attraverso la fotografia: il contenuto di una fotografia che ci piace ci trasmette sensazioni positive, paragonabili a quelle, appunto di un brano musicale: e qui, per entrare ancor più nel merito della frase citata, le mie, personalissime, sensazioni positive sono tanto maggiori quanto più la fotografia è “sussurrata”, fatta di poche cose, di sfumature, non è - appunto - “gridata”. Trovo più “forti” le foto semplici, ma rendere forte la semplicità…è difficile. Questo è il mio modo di fotografare, ma ciò non toglie assolutamente, tengo a precisarlo, che possa amare fotografie, di altri fotografi, totalmente diverse, anche all’opposto: purché ben fatte. 



Secondo Te, la fotografia deve appagare solo il "Senso Visivo" o trasmettere oltre ,magari "toccando" pure gli altri Sensi? 

Sicuramente deve, o almeno dovrebbe, trasmettere oltre. La prova che sono convinto di quanto ho appena detto è data dal fatto, e credo che molte modelle con cui ho scattato lo potrebbero testimoniare, che molto spesso dico loro che preferisco una fotografia che “racconti” qualcosa piuttosto che “mostri” qualcosa (quando il “mostrare” è fine a se stesso).



Credi di" scattare per Adolfo" , o per gli altri?

Per me, non ho dubbi. Mai e poi mai scatto pensando a cosa potrebbe piacere ad un ipotetico spettatore della foto. Io scatto seguendo il mio istinto, le mie sensazioni. Che però devono (o almeno dovrebbero) essere condivise dalla modella nel preciso momento in cui si scatta, altrimenti il risultato non sarà mai buono, ma apparirà “fittizio”, costruito. Nel momento in cui la modella scatta con me deve comprendere la mia fotografia e possibilmente dovrebbe condividerla. Perché, come dico sempre, la fotografia non mente mai. Se questo accade, alla fine, pur scattando per me, in realtà scatto inconsapevolmente anche per la modella, perché ci sono feeling ed affinità: c’è una sorta di simbiosi.



Quando e come è nata la tua passione per la fotografia?

E’ nata molti (ahimé…) anni fa, quando ero ancora sui banchi del liceo. Ero appassionato d’arte, mi sarebbe piaciuto dipingere (anzi, disegnare fumetti, in particolare) ma ero assolutamente negato. Così mi sembrò più semplice e sbrigativo provare a fotografare.


Quali sono a tuo parere (da professionista nonchè amante della fotografia) , le "costanti sine qua non" per realizzare un buono scatto? 

Non credo ci siano delle formule precostituite. Le variabili sono sempre molte e tutte diverse: la luce (che non è mai uguale: mi riferisco ovviamente a quella naturale), le caratteristiche della modella, l’ambientazione dove si scatta, persino l’umore del momento. È come cucinare un buon piatto, magari un po’ complicato: gli ingredienti sono sempre quelli, e pure i fornelli, eppure non sempre il piatto riesce perfettamente. Bisogna saper “miscelare” tutto quello che si ha a disposizione: capire la luce, saperla usare per ottenere il risultato prefissato, vedere come reagisce la modella e se si “integra” con tutti gli altri elementi. D’altra parte questo è proprio l’aspetto più bello e creativo della fotografia. Le macchine fotografiche ormai sono dei computer perfetti o quasi: con il digitale basta fare “clic”. Sta a noi, invece, inserire un tocco di piccola “magia”, quello che ci può far ottenere una foto con qualcosa in più.
Fondamentale, comunque, quando si fotografano persone, è la relazione di assoluta fiducia e tranquillità che si deve instaurare tra le parti.


Sei un" autodidatta" od hai seguito corsi di fotografia?

Non ho mai seguito corsi. Ho però letto, in tutti questi anni, centinaia di articoli di tecnica e quant’altro su moltissime riviste. Ora non lo faccio più, da molto tempo: non so più da quanto tempo non leggo un articolo di tecnica; mi dà fastidio persino il libretto di istruzioni quando (molto raramente) decido di cambiare macchina fotografica. In compenso guardo moltissimo sul web le fotografie dei bravi fotografi. Poi, praticamente tutte le sere prendo a caso un libro di fotografia dalla mia libreria e ne sfoglio una decina di pagine: per un paio di minuti, non di più. Come prendere una medicina, insomma: ma una medicina molto piacevole.


Passando a domande leggermente più "tecniche"...
Pellicola: Snobismo o necessità?

Vengo dalla pellicola. Da ragazzo sviluppavo in cucina i miei rullini in bianconero e mi stampavo le foto nel bagno di casa. Quindi non posso non nutrire un particolare amore per la pellicola e capisco conseguentemente chi si diverte ad usarla ancora. Tuttavia sono anche molto pratico e ritengo che si debba sempre seguire il proprio tempo: l’analogico è fatalmente destinato a scomparire, e il digitale offre innegabili enormi vantaggi. Trovo abbastanza assurdo non adeguarsi. Fermo restando che se ogni tanto si vuole scattare in pellicola va benissimo, ci mancherebbe. Finché è possibile alternare, se uno lo desidera, perché no? Basta non rimanerne ancorati per partito preso o peggio, appunto, per sterile snobismo.

 

Quale Macchina Fotografica preferisci? Sei solito ad utilizzare sempre la stessa per tutta la durata di un Servizio, o cambiare sovente? Lo stesso vale per gli Zoom? 

Non sono assolutamente un fanatico delle macchine fotografiche e non corro dietro – questioni economiche a parte – all’ultimo modello uscito. La macchina è un mezzo per raggiungere un determinato risultato: deve saperlo raggiungere però, e quindi cerco il modello migliore che mi permette di ottenere ciò che voglio. Quello che personalmente mi serve è una macchina che mi consenta buona qualità e scarso “rumore” anche ad iso molto alti. Il resto, almeno per il momento, non mi serve e non mi interessa. Attualmente uso una Canon 5D Mark II, di cui sono molto soddisfatto. Quando uscirà un modello con un netto miglioramento nelle particolari prestazioni che mi interessano, non esiterò un momento a cambiarla: ma fino a quel momento me la tengo, dovessero nel frattempo uscire anche dieci modelli nuovi. Uso la stessa macchina per tutto il servizio, anche perché… non ne ho altre! (Non facendo reportage o foto di guerra, non mi servirebbe a nulla avere con me più corpi macchina). In genere cerco anche di tenere lo stesso obiettivo per tutta la durata del servizio: è una piccola lezione che ho imparato da un grande fotografo…

Qual è il genere fotografico a Te più "caro" ? 

Sicuramente il ritratto e la figura umana, perché è quello che pratico. Ma in fotografia amo tutto ed amo vedere qualsiasi bella foto.

La "Nude Art" :molto diffusa, amata e al contempo "dibattuta" sia tra gli "Autori" che il Pubblico... 
Credi ne sia complessa una piacevole realizzazione, al di là di ciò che è prettamente tecnico?

Sì, fare foto di nudo è molto difficile. “Belle” foto di nudo, intendo, ovviamente. Sarebbe un discorso piuttosto lungo che sicuramente qui non si può fare. Per cui provo a sintetizzare il tutto riportando, come spesso mi piace fare, una frase, non mia ma di una mia amica fotografa americana: “nudo è puro, spogliato è volgare”. C’è tutto, basta meditarci un po’…


Rivedendo i tuoi "primi scatti", che sensazioni provi riguardo ad essi e a te stesso?

Chi mi conosce bene, e mi riferisco a pochissimi amici fotografi, sa molto bene quanto io sia sempre piuttosto scontento delle mie foto, quanto io viva in maniera anche un po’ conflittuale, beninteso rispetto a me stesso, la fotografia. Quindi provo spesso una sensazione di insoddisfazione. Se questo vale per gli scatti più recenti, figuriamoci per quelli più vecchi…. Ciò non toglie che vi siano alcuni scatti a cui sono particolarmente affezionato e che mi tengo ben stretti, perché ancora oggi mi riscaldano l’animo. 

E' recentemente scomparso Steeve Jobs(fondatore della Apple);
il quale in una delle sue ultime apparizioni ha "predetto" che la comunicazione futura avverrà solo tramite web(per mezzo di tablet ecc ).
Essendo anche Tu un "comunicatore"(trattandosi la fotografia di un potente mezzo comunicativo)...Cosa pensi a riguardo?

Penso che abbia perfettamente ragione e che sarà esattamente così. Jobs, come tutti hanno giustamente riconosciuto, non è stato solo un grandissimo imprenditore, ma anche un precursore, avendo saputo realizzare oggetti e tecnologie che ci hanno consentito di fare spesso dei graditi balzi nel futuro. 

Dato che abbiam parlato di "futuro" ... quali sarebbero i tuoi progetti nel "domani"?

Immagino che la domanda sia sempre legata alla fotografia e quindi la risposta è semplicissima e forse scontata: fare delle foto migliori. Come quelle che teoricamente ho in testa, magari un po’ nebulose…ma che ancora non sono riuscito a realizzare.

Ti ringrazio per aver accettato questa intervista e per la tua disponibilità, ma, prima di salutarci, Vuoi cortesemente lasciarci un link dove sia possibile ammirare i tuoi lavori ed eventualmente contattarti?
Il mio sito, direi: www.adolfovalente.com
Grazie
Grazie a voi!

 

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